18 Marzo 2021

Camilla Rigatti

5 Content Pillars sulla sostenibilità per coinvolgere la Gen Z

Facciamo un gioco: chiudete gli occhi e provate a immaginare l’ambientalista medio. Quali immagini compaiono? 


Forse la vostra vicina di casa, sui cinquanta, che fa l’orto in terrazzo vestita di fantasie africane equosolidali e che mette dei lombrichi in fondo al cesto dei rifiuti organici per ottenere del concime fatto in casa. 

Forse l’amico ciclista quarantenne che per portare il bimbo a scuola ha installato una struttura di legno sulla sua bici. 

Forse il nonno ex contadino che ha la stalla, il pollaio e l’orticello e non compra cibo al supermercato da quando è andato in pensione. 

Ecco: se questi sono I tipi di persone che vi siete immaginati o giù di lì, siete fuori strada. 

L’ambientalista medio del 2021 è nato dopo il 1997, ha un profilo Instagram e uno su Tik Tok dove lancia strali contro il fast fashion e i packaging in plastica, e insegna a coetanei e non come avere uno stile di vita più sostenibile senza cambiare drasticamente abitudini ma utilizzando prodotti che non inquinano o inquinano di meno. 

Una ricerca del 2020 svolta da LifeGate per l’Osservatorio Nazionale sullo Stile di vita Sostenibile ha dimostrato che l’81% della Generazione Z è a conoscenza del fenomeno del cambiamento climatico, e che rispetto al solo 2019 il 46% in più della popolazione italiana è interessato ad adottare soluzioni per un minor impatto ambientale (Fonte: La Repubblica). 


Per chi si occupa di Digital Marketing, e in particolare di Social Media, diventa quindi fondamentale rendere il proprio feed più eco-friendly, per andare intercettare questo cambiamento radicale nello stile di vita degli italiani, in particolare dei più giovani.


Ecco quindi 5 Content Pillars da inserire nella vostra Social Media Schedule orientati ad offrire soluzioni e consigli per uno stile di vita più sostenibile. 


1. Igiene personale e della casa

Problema: shampoo, detersivi e detergenti contengono spesso ingredienti inquinanti che finiscono nei nostri fiumi, nei mari e si infiltrano nel terreno. Inoltre, quasi tutti i prodotti per l’igiene in commercio vengono ancora venduti in flaconi di plastica che non sempre è riciclabile. 

Content: promuovere gli store del territorio che propongono refill di prodotti per l’igiene domestica o soluzioni alternative allo stoccaggio in flacone (es. shampoo e detergenti solidi). Proporre ricette e soluzioni DIY, non tossiche ed ugualmente efficaci (alcune delle quali venivano utilizzate già dalle nostre nonne!). 

2. Alimentazione e sostenibilità

Problema: l’industria alimentare è una delle più inquinanti e predatorie al mondo. La zootecnica globale è ritenuta un fattore centrale nell'uso di risorse alimentari e idriche, inquinamento delle acque, uso delle terre, deforestazione, degradazione del suolo ed emissioni di gas serra. Il cibo che acquistiamo nei supermercati viene confezionato in packaging di plastica che non sempre sono riciclabili.

Content: consigli per ridurre il consumo di carne, ad esempio dedicando un giorno la settimana all’alimentazione vegana, magari riscoprendo piatti tradizionali (esempio di cucina vegana famoso in tutto il mondo? La Ribollita toscana). Promuovere il consumo di prodotti locali e stagionali e la fruizione di contenitori riutilizzabili o compostabili per i cibi da supermercato. 

3. Abbigliamento

Problema: la moda fast fashion non solo immette sul mercato tonnellate di rifiuti a getto continuo per via del ciclo di sovrapproduzione di capi di scarsa qualità, ma ha anche un settore controverso dal punto di vista etico, dato che produce in paesi dove non esistono leggi contro lo sfruttamento dei lavoratori (anche minorenni). 

Content: proporre di cambiare le proprie abitudini per quanto riguarda l’acquisto di capi: non smettere di fare shopping ma farlo in modo diverso puntando su qualità e durevolezza dei vestiti. Promuovere iniziative sul riutilizzo creativo dei capi già presenti nel proprio armadio o su modifiche sartoriali per adattarli a nuovi stili. Istruzioni su come prendersi cura dei propri abiti e farli durare più a lungo. 

4. Mobilità sostenibile

Problema: auto, moto, aerei, camion rappresentano una delle principali fonti di inquinamento atmosferico. Nonostante l’immissione sul mercato di carburanti sempre più ecologici e auto a emissioni zero, il trasporto tradizionale è ancora lontano dal diventare eco – friendly. 

Content: oltre a consigliare l’utilizzo di biciclette e monopattini per I viaggi più brevi, possiamo proporre modi di viaggiare alternativi: rinunciando, quando si può, all’aereo in favore del treno, ad esempio, recuperando una dimensione del viaggio più lenta e consapevole oltre che ecosostenibile. 

5. Adesione a iniziative sulla sostenibilità (locali o globali)

Problema: le forme tradizionali di consumo sono estremamente individualiste: si basano su quello che serve al singolo o alla famiglia. Il bello dello stile di vita ecosostenibile è che ci riporta alla dimensione della comunità, che nel 2021 non è soltanto quella locale. 

Content: aderire a iniziative sulla sostenibilità e il cambiamento sia sul territorio che a livello globale, declinate anche in digitale. Un esempio recente è il Gumdrop Social Party che giovedì 18 marzo coinvolgerà 8 Centri Commerciali che tra il 2020 e il 2021 hanno installato nelle proprie gallerie i cestini Gumdrops, ideati per contenere e successivamente riciclare le gomme da masticare usate.  

                                                                                         

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